“Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio” (Ebr 1,1-2): questa verità sentiremo proclamare nella Messa del giorno di Natale. Sottolineiamo: Dio ha parlato per mezzo del Figlio.
Quello che nessuna religione o filosofia poteva concepire è avvenuto: il Dio eterno, onnipotente … si è fatto uomo e per tre anni, fino all’ Ascensione, ha percorso le strade della Palestina “parlando del regno di Dio” (At 1,3) e nell’Ultima Cena ha detto: ”Vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi” (Gv 15,15).
A questo “parlarci di Dio” vorremmo collegare la conclusione imminente del Giubileo della speranza. Si sono succedute celebrazioni, pellegrinaggi, pubblicazioni e film nelle forme innumerevoli e svariate che i media oggi offrono. A livello globale purtroppo non sembra che le speranze con cui abbiamo cominciato l’ Anno Santo corrente siano diventate realtà o almeno abbiano cominciato a diventarlo, ma per fede crediamo che nell’ intimo di tanti cuori il Signore abbia lavorato portando luce, novità di vita, consolazione e gioia con un rinnovato impegno a vivere secondo il Vangelo… e non solo nei cuori ma anche in tanti ambiti sociali, in cui i cristiani e molte persone di buona volontà si adoprano per far progredire la civiltà dell’ amore, senza comparire nei media.
Per essere costanti nei propositi in prossimità del nuovo anno, per ritornare nella normalità con una nuova, inesauribile carica, disponiamo di un piccolo ma efficacissimo vademecum della speranza, un infallibile “pilota satellitare “: la Sacra Scrittura. In ogni celebrazione liturgica la proclamazione delle letture si conclude con: Parola di Dio. Ci sembra bello e fruttuoso rimuovere la polvere dell’abitudine depositata eventualmente su queste parole e sulla risposta: “Rendiamo grazie a Dio”.
Scriviamo e leggiamo tanto…tante parole di origine magari non controllata e garantita, e così trascuriamo di dare il giusto peso e la doverosa considerazione a quella Parola che Dio rivolge a “Tu per tu” ad ogni uomo: “Nei Libri Sacri…il Padre che è nei cieli viene con molta amorevolezza incontro ai suoi figli ed entra in conversazione con loro” (Dei Verbum, 2). “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” (Sal 118, 105): per alimentare la speranza, per trovare la risposta ad ogni dubbio, la fortezza nelle difficoltà, la consolazione nella sofferenza e al di sopra di tutto la gioia, una grande gioia che niente e nessuno può sminuire, perché fondata non sulla volubilità del nostro temperamento ma sulla roccia della fedeltà e dell’amore del Padre che è nei cieli.
Tradizionale è l’aggiornamento sui lavori in corso. La mulattiera è stata oggetto di un consistente e pregevole lavoro di ripulitura che, oltre ad interessare le scarpate a monte e a valle del percorso, ha riportato alla luce in ampi tratti il limite a monte della pavimentazione, che era stato coperto da secoli di dilavamento e di franamento di materiale. La squadra dei valenti e appassionati operai è ora giunta a buon punto nei lavori di restauro, con un ritardo di qualche settimana causato dall’ inclemenza del tempo.
Oltre alla mulattiera la fine di ottobre ha visto impegnata l’Associazione Amici con un gruppo di infaticabili volontari che ha risistemato il piccolo cimitero in cui riposano le nostre consorelle che ci hanno preceduto con il segno della fede e, come in una catena plurisecolare, hanno custodito e trasmesso l’ideale monastico benedettino.
Ringraziamo coloro che sono stati e sono tuttora all’opera in queste imprese, includendo le persone innumerevoli che in vari modi e forme prestano le loro capacità, il loro tempo e il loro denaro per aiutare la Comunità nelle sue necessità. Quello che ci rallegra maggiormente è che i vari servizi vengono svolti in spirito di serena collaborazione, mettendo a frutto le doti e l’esperienza di ciascuno.
Vi auguriamo un Natale e un nuovo anno sereno e gioioso, nonostante le difficoltà e le sofferenze che non mancano, con la certezza che la Parola si è fatta carne ed è venuta ad abitare in mezzo a noi, per accompagnarci nel cammino della vita.