La celebrazione eucaristica della solennità di Tutti i Santi si apre con l’ esortazione “Rallegriamoci tutti nel Signore”. La liturgia invita a condividere il gaudio celeste dei Santi e ad assaporarne la gioia. I Santi non sono una casta esigua di eletti, ma una folla senza numero, verso la quale la liturgia esorta a levare lo sguardo. In tale moltitudine non vi sono soltanto i santi ufficialmente riconosciuti ma i battezzati di ogni epoca e nazione, che hanno cercato di compiere con amore e fedeltà la volontà divina.
La festa di Tutti i Santi è una delle più care al popolo cristiano. Essa si diffuse nell’Europa latina nei secoli VIII-IX. Dal secolo IX si iniziò a celebrarla anche a Roma, dove questa solennità era chiamata Pasqua di Ognissanti. Occorreva, infatti, far festa a Cristo vittorioso e risorto nella storia dei suoi Santi. La solennità di Tutti i Santi è la nostra festa, non perché siamo buoni, ma perché la santità di Dio ha toccato la nostra vita.
I santi non sono figure perfette, ma persone attraversate da Dio. La festa dei santi è la festa del nostro destino, la festa della nostra chiamata.
