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L’omelia di mons. Sala per l’apertura della Via Storica

Riportiamo di seguito l’omelia pronunciata da mons. Gianni Sala, delegato dell’amministratore apostolico mons. Alain de Raemy, in occasione dell’inaugurazione della Via Storica restaurata.

I nostri antenati facevano festa quando inauguravano il compimento di un’opera di utilità sociale: strade, ponti, scuole, ospedali … E accanto ai festeggiamenti prevedevano una breve benedizione o un momento più lungo di preghiera, che generalmente coincideva con la celebrazione dell’Eucaristia, la s. Messa.

È quello che facciamo anche noi, oggi, mentre vengono inaugurati i restauri della mulattiera che si snoda da Claro fino al monastero. Di essi, meglio di me, possono senz’altro parlare le autorità sia civili sia religiose di cui si prevede l’intervento.

Da parte mia vi rivolgo l’invito al raccoglimento e alla preghiera, prendendo lo spunto dal Vangelo che fa pensare all’esperienza di due persone intente a costruire la propria casa.

La prima persona si preoccupa di porre delle fondamenta solide poi, appoggiandosi sempre su quelle fondamenta, edifica il resto. E la fatica raggiunge lo scopo: la casa si innalza ed è abitabile, e sta in piedi anche quando viene scossa dall’uragano. È la casa sulla roccia!

La seconda persona invece si accontenta di una base posticcia e continua il lavoro in modo approssimativo, col risultato di una struttura estremamente instabile. Sotto la pressione delle minacce esterne la casa crolla e non restano che rovine. È la casa sulla sabbia.

La Parola del Signore vale per tutti. Oggi è indirizzata in modo particolare a noi e ci offre una indicazione preziosissima per la nostra vita, e cioè che è necessario porre un fondamento solido, continuando poi a innalzarvi il nostro futuro!

Il fondamento solido altro non può essere che la Parola del Signore Gesù. E la persona che più ha dato ascolto a Dio e si è fidata totalmente di Lui è sua Madre, Maria santissima, di cui celebriamo il nome glorioso. Lei è il più grande esempio che noi possiamo guardare e imitare per crescere a nostra volta nella fede. Come ha fatto un uomo che quando gli chiedevano: “Tu, credi in Dio?”, all’inizio rispondeva: “Sì, credo il lui”. Poi dopo qualche anno se gli domandavano: “Tu credi?” cambiava risposta e diceva; “Sì, lo amo”. Infine dopo qualche anno ancora di fronte alla stessa domanda arrivò a rispondere: “Sì, lui mi ama“.LUI MI AMA”: meraviglioso cammino spirituale che auguro di compiere a me stesso e a tutti voi.

Evidentemente è un cammino da compiere con grande umiltà. Un devoto di Maria ha giustamente messo in risalto la sua grandezza e ha scritto: “Dio Padre ha radunato tutte le acque e le ha chiamate mare, ha radunato tutte le grazie e le ha chiamate Maria” (Montfort, Vera Devozione, 23). Le grazie di Dio passano tutte attraverso Maria. Lei però non è mai stata sfiorata da sentimenti di orgoglio e di superbia, non ha mai dimenticato che tutto in lei è dono di Dio e nel Magnificat lo ha proclamato con tutta sincerità: “… il mio spirito esulta in Dio che ha guardato all’umiltà – alla piccolezza – della sua serva”.

E anche qui, tra i tanti credenti che hanno seguito Maria, spicca Albino Luciani, diventato Papa col nome di Giovanni Paolo I. Appena consacrato Vescovo, celebrò la Messa a Canale d’Agordo, suo paese natale, facendo un’omelia che propongo in parte anche a voi. Ecco le sue testuali parole: “Sto pensando … che con me il Signore attua il suo vecchio sistema: prende i piccoli dal fango della strada e li mette in alto, prende la gente dai campi, dalle reti del lago e ne fa degli apostoli …

Certe cose il Signore non le vuole scrivere né sul bronzo, né sul marmo, ma addirittura nella polvere.

Io sono colui che viene dai campi, io sono la povera polvere; su questa polvere il Signore ha scritto. Se qualche cosa di buono salterà fuori da tutto questo, sia ben chiaro fin da adesso: è solo frutto della bontà, della grazia, della misericordia del Signore” (Omelia del 6 gennaio 1959).

Maria interceda per tutti, ora e sempre.

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