Carissimi Amici,
dal nostro ultimo “incontro” la Chiesa e il mondo hanno vissuto un evento molto importante quale è la morte di un pontefice e l’elezione del suo successore. Papa Francesco, purificato dagli ultimi mesi di malattia, è stato chiamato a ricevere la ricompensa dal Padrone della messe e i cardinali riuniti in conclave, con ammirevole testimonianza, si sono rapidamente accordati e hanno scelto il suo successore nella persona di Robert Francis Prevost.
La barca è una, il Capitano è uno, i timonieri si succedono nel tempo… attenti ai venti, alle correnti marine, ai marinai e ai passeggeri…devono tutto esaminare – per uscire di metafora – alla luce del Vangelo, alle mozioni dello Spirito Santo; a noi seguirli con docilità, fiducia e amore, certi che dalla loro posizione vedono più lontano e più in profondità di noi. Accompagniamo pertanto con la preghiera papa Leone XIV in questo tratto di navigazione della Chiesa nel tempo.
Siamo nel cuore del Giubileo della speranza, e veramente possiamo dire che la speranza è messa a dura prova dalle notizie che giungono dalle zone di guerra, e anche dalle nostre società opulente e digitali, in cui gli effetti devastanti più delle anime che dei corpi, non sono meno tragici. Ma noi, come discendenti di Abramo, vogliamo sperare contro ogni speranza ed essere, nel nostro più o meno vasto raggio di influenza – ma la preghiera innestata nel Sacrificio Eucaristico è cosmica e raggiunge tutti nel tempo e nello spazio! – operatori di pace e di speranza.
Nel 2025 si celebra anche il XVII centenario del Concilio di Nicea, in cui la barca della Chiesa ha superato le tempeste della prima navigazione che vertevano sulla umanità e divinità di Gesù di Nazareth, e ci ha donato il Credo che ancora proclamiamo tutte le Domeniche, completato nel 381 nel concilio di Costantinopoli.
Anche Maria ha vissuto il binomio credere – sperare. Dio l’ha messa alla prova, prima con il concepimento verginale di Gesù, poi durante la vita a Nazareth e infine sotto la Croce, quando lei ha tenuto accesa la fiaccola della fede, e ha sostenuto gli apostoli, trepidanti e stupiti, fino all’ Ascensione e alla Pentecoste. Ma come Maria ha esercitato fede e speranza? Con una carità operosa. San Luca ci fa sapere che, all’annunciazione, dopo la partenza dell’angelo, ella si alzò e andò in fretta dalla cugina Elisabetta che, prossima al parto, la salutò dicendole: “E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto”.
“Ogni essere umano deve in qualche maniera prendere posizione rispetto all’ambito delle decisioni fondamentali, e nessuno è in grado di farlo se non nella forma di una fede. Esiste una zona che non permette altra risposta fuorché quella di una fede, sicché nessuna persona può sottrarvisi completamente. Ogni essere umano deve in qualche modo “credere”. (J. Ratzinger, Introduzione al cristianesimo).
E noi, in che cosa crediamo? Noi abbiamo il privilegio di aver conosciuto e creduto che Gesù è il Figlio di Dio, ma dobbiamo sempre di nuovo sbriciolare e incarnare le formulazioni del Credo niceno costantinopolitano nella nostra vita di ogni giorno.
Innanzitutto approfondendole con la lettura, magari …del Catechismo della Chiesa Cattolica, per essere sempre pronti a rendere testimonianza della speranza che è in noi, per essere cattolici convinti e consapevoli, tanto più in un paese come la Svizzera in cui confessioni religiose, lingue, tradizioni convivono da secoli. Per non parlare poi del confronto con le persone, purtroppo in aumento, che non vivono in conformità alla morale naturale ed evangelica nella pratica, quando non anche nella teoria. Il credere deve tradursi nel fare, in una prassi coerente. “Il Decalogo appare come il cammino di gratitudine, della risposta di amore, possibile perché, nella fede, ci siamo aperti all’esperienza dell’amore trasformante di Dio per noi. E questo cammino riceve una nuova luce da quanto Gesù insegna nel discorso della montagna” (Francesco, Lumen fidei ).
Speranza, pellegrinaggio, cammino, ascesa… in concreto il pensiero va alla nostra mulattiera, percorso abituale plurisecolare di coloro che vogliono raggiungere la Casa di Dio dedicata a Maria sulla rupe di Claro… Ma quest’ anno non sarà così: da tre mesi la mulattiera è stata chiusa al transito per ragioni di sicurezza. Sono cominciati gli ingenti lavori di restauro che includono selciato, rocce, si e vegetazione, per cui quest’anno abbiamo dovuto cancellare dal programma del 15 agosto il ritrovo a S. Ambrogio. Chi lo desiderasse può percorrere a piedi il sentiero alternativo proposto nell’avviso di chiusura, oppure la strada forestale carrozzabile. Ringraziamo ancora tutti coloro che in vario modo stanno collaborando per la buona riuscita di questa impresa, che vogliamo vedere come contributo alla conservazione di questa piccola e bella particella di creato affidata alla nostra cura.
Mentre vi accompagniamo, con gratitudine e affetto, nella preghiera costante per tutti voi, vi affidiamo alla Vergine Assunta, perché vi sia d’esempio e vi custodisca nel vostro cammino personale e comunitario di fede e di speranza.
Le Benedettine di S. Maria sopra Claro
ORARIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE NELLA CHIESA DEL MONASTERO PER LA SOLENNITA’ DELL’ASSUNZIONE DI MARIA SS.MA
| 14 agosto | ore17.45 | Vespri solenni |
| 15 agosto | ore 10 | S. Messa solenne |
| ore 17 | Vespri solenni |
E-mail : benedettine@monasterodiclaro.ch
