LETTERA DAL MONASTERO
Anno XLVIX N°1 Monastero S. Maria sopra Claro
Carissimi Amici,
la porta santa di S. Pietro non si era ancora chiusa e il nuovo anno iniziava con il funesto evento di Crans Montana… Signore, ci siamo allenati intensamente nella palestra della speranza per tutto il corso del Giubileo ed eccoci messi alla prova… ma “i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie” (Is 55,8). Il crogiolo del dolore può allontanare da Dio ma può anche essere – e speriamo lo sia stato per tanti, giovani e non – occasione per riforgiare, per rivedere motivazioni, orientamenti, scelte, impostazioni di vita. “Noi abbiamo bisogno delle speranze – più piccole o più grandi – che giorno per giorno, ci mantengono in cammino. Ma senza la grande speranza, che deve superare tutto il resto, esse non bastano. Questa grande speranza può essere solo Dio … non un qualsiasi Dio, ma quel Dio che possiede un volto umano e che ci ha amati fino alla fine” (Benedetto XVI, Spe salvi,31).
Che ci siano giovani che prendono sul serio queste parole ce lo ha testimoniato suor Maria Anselma che il 18 gennaio ha emesso la sua professione monastica con grande gioia e determinazione. È stato un evento di speranza non solo per la nostra Comunità e le parrocchie della Riviera, ma per tutta la Chiesa ticinese, rappresentata dal Vescovo, da numerosi sacerdoti e religiose, e da tanti fedeli. La “vocazione” della nostra sorella ci offre lo spunto per alcune considerazioni. Nel linguaggio comune il termine “vocazione”, perlopiù, si riferisce a persone consacrate, oppure è sinonimo di predisposizione, talento, aspirazione e via dicendo… Anche ai fedeli laici tocca di tenere viva e operante la coscienza che ognuno ha una vocazione. Solo in seconda istanza è la persona che sceglie; in prima istanza è sempre Dio che ci sceglie e sceglie per noi; è Lui il grande pilota satellitare che dirige eventi e persone e che sa, perché ci ha voluti liberi, che di fatto prendiamo strade che non sono le sue e ci facciamo male … chi più, chi meno.
È fonte di gioioso stupore nonché stimolo all’impegno, sentirsi “vocati”: nella famiglia, nel lavoro, nei vari ambiti sociali. È importante sapere, non vagamente ma con consapevolezza attuale, che Dio mi ha affidato dei talenti e ancor prima mi ha riempito e mi riempie di sé, del suo amore, nei sacramenti, offrendomi l’energia soprannaturale per essere un suo operatore di pace, di giustizia e di misericordia nella concretezza della vita di tutti i giorni. E sappiamo che le giornate possono essere più o meno soleggiate, la pressione alta o bassa!
Ma il Signore, quando ci chiama, ci mette in mano anche un vademecum, un manuale da consultare quando siamo dubbiosi sulle scelte da operare, sul comportamento da tenere: il Discorso della montagna, in cui Egli non si rivolge agli apostoli, ma ai discepoli, a tutti gli uomini di buona volontà che nella rettitudine della loro coscienza cercano una risposta agli interrogativi e alle aspirazioni fondamentali di ogni uomo.
Che cosa ci chiede Gesù? Di donare ciò che Egli ci ha donato! Quanto? Tutto! Ma non è per preti e suore? È per tutti! “La vittoria sul nostro egoismo ci renda disponibili alle necessità dei poveri, a imitazione della Tua bontà” (III Prefazio di Quaresima) … e vediamo fisicamente, in questi mesi primaverili, le misure della Sua bontà: miriadi di miriadi di miriadi di semi di vita che si spandono portati dal vento e dagli uccelli. Ognuno di noi sa quali sono i semi, i talenti che Dio gli ha messo in mano e se avessimo incertezze al riguardo, sono le richieste di chi vive con noi a rivelarceli.
Un talento che tutti abbiamo è quello del tempo, quello lasciato alla nostra esclusiva amministrazione; tempo che si può donare anche semplicemente ascoltando: chi è solo, chi è afflitto da una pena morale o da una sofferenza fisica … lo costatiamo anche noi monache dalle telefonate che riceviamo. Papa Leone ci ha poi fatto una proposta molto pratica nel suo Messaggio per la Quaresima 2026:” Vorrei…invitarvi a una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza. In famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace” … ecco un talento di cui tutti siamo dotati e che possiamo far fruttare facendone materia dei nostri “esercizi quaresimali”, donando serenità e gioia.
Ringraziamo tutti per la vicinanza alla nostra Comunità espressa nei servizi e aiuti più svariati, che ci danno la possibilità di sostenere la necessaria manutenzione della nostra Casa, in conformità alla Regola del nostro Padre Benedetto e della tradizione benedettina, ivi compresa la mulattiera: nei prossimi mesi sarà ultimata, più bella e sicura che mai, benedetta dal cielo da san Carlo che la percorse due volte in visita al Monastero.
Santa e lieta Pasqua a tutti!
ORARIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE NELLA CHIESA DEL MONASTERO
PER IL TRIDUO PASQUALE
| 2 aprile | Giovedì Santo | ore 18 | Messa in Cena Domini |
| 3 aprile | Venerdì Santo | ore 15 | Solenne Azione liturgica con Celebrazione della Passione del Signore |
| 4 aprile 5 aprile | Sabato Santo Domenica di Pasqua | ore 21 ore 10 ore 17 | Solenne Veglia Pasquale Terza e S. Messa solenne Vespro solenne |
| 6 aprile | Lunedì di Pasqua | Ore 9 Ore 17 | Terza e S. Messa Vespro |
